Il pittore maledetto. Storia violenta di Caravaggio

Il successo di Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio, deriva dalla maestria con la quale il pittore riuscì a dosare sulla tela luci e ombre plasmando soggetti e situazioni secondo un realismo violento, spiazzante. Deciso a combattere l’uniformità secolare di schemi compositivi antiquati, puntò al “vero” in un’ottica di pittura che poco o niente aveva in comune con quella dei suoi maestri e contemporanei. Interpretando il chiaroscuro in maniera straordinaria e assolutamente innovativa per l’epoca, l’artista lombardo rivoluzionò il concetto stesso di arte.

 

Mariano Luigi Patrizi, medico e fisiologo recanatese, ha analizzato il genio di Caravaggio da una nuova e interessante prospettiva antropologica: secondo lo studioso, molte delle opere del pittore possono essere lette come riflesso della sua vita psichica. In questo libro, racconto biografico e iconografia s’intrecciano per portare alla luce la personalità psicofisiologica di Caravaggio. Il curriculum criminale del primo artista maledetto che la storia dell’arte ricordi è il punto di partenza per uno studio approfondito condotto sulla base della fisiologia sperimentale.

Giuditta e Oloferne (1599)

Genio delinquente, rissoso, giocatore d’azzardo, frequentatore di bettole d’infimo ordine, omicida, scampato in più di un’occasione alla forca per mano di nobili e ricchi committenti. Le tele del Caravaggio rispecchierebbero, secondo Patrizi, l’indole violenta di un “genio di razza e criminale di carriera”. E, aggiunge il fisiologo, sarebbe stato proprio questo temperamento a tirare letteralmente il Merisi al “modo oscuro del dipingere”. In quest’ottica, l’ombrare caravaggesco diviene onda riflessa di uno stato umorale, mentre la nota vermiglia e il gusto per le decapitazioni e gli sgozzamenti rispecchiano l’attrazione impulsiva per il sangue.

Vocazione di San Matteo (1599-1600)

Oltre a offrire un bozzetto psicologico frutto di un paragone tra personalità estetica e quotidiana, Patrizi analizza anche la configurazione sensitiva di Caravaggio. Partendo dal presupposto che il dinamismo creativo non sia mai costretto in un singolo centro nervoso, l’autore ricostruisce attraverso elementi presenti in opere selezionate la maniera in cui Caravaggio percepiva la luce, la forma e il colore degli oggetti, gli stimoli uditivi e tattili, gli odori e i gusti. Da questa analisi minuziosa emerge, per esempio, come il chiaroscuro, tratto caratteristico dello stile caravaggesco, possa essere ricondotto a una particolare eccitabilità retinica, una dote nativa che permise al pittore di “accogliere e conservare la retta percezione delle sfumature, delle combinazioni, delle lotte del bianco e del nero”. La sensibilità di Caravaggio, fuori dal normale, tratteggia uno squilibrio nervoso tipico delle menti geniali.

Sviscerando le tele dell’artista, Patrizi porta alla luce anche particolari sentimenti dell’artista, da quelli nutritivi, sessuali, affettivi e morali, a quelli religiosi ed estetici.

Davide con la testa di Golia (1607)

Caravaggio si presta a essere studiato in chiave antropologica, fisiologica e psicologica poiché, al contrario di altri artisti, non visse separatamente sogno artistico e realtà quotidiana. L’espressione estetica e la violenza del suo realismo furono reazione e sfogo di un’anima frastagliata, di una psiche deviata. La luce che squarcia insistentemente il buio dei quadri rappresenta forse la disperata ricerca di un equilibrio tuttavia mai raggiunto.

Bacco (1596-1597)

Patrizi non ha pretese e non risolve le incertezze circa alcune delle vicende biografiche del pittore, ancora oggi avvolte nel mistero. In questo libro troverete tuttavia molte curiosità e spunti interessanti che rendono questo saggio di sicuro interesse sia per i neofiti del maestro Caravaggio, sia per i più esperti che ricercano nuove prospettive, tra scienza e luoghi comuni.

Inoltre, Patrizi cita molte delle opere del pittore stimolando la curiosità dei lettori attenti: se siete tra questi, sovente vi capiterà di abbandonare il cartaceo per ricercare online il quadro in esame e prendervi il tempo di riflettere.

È questo un viaggio tra le ombre mai dissolte di un genio folle che imparerete a conoscere sotto una nuova luce.

Riferimento bibliografico: Mariano Luigi Patrizi, Il pittore maledetto. Storia violenta di Caravaggio, Torino, Edizioni Yume, 2018. Prezzo: 15€.


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©RIPRODUZIONE RISERVATA

Chiara Maraviglia

 

3 pensieri su “Il pittore maledetto. Storia violenta di Caravaggio

    • Chiara Maraviglia ha detto:

      Grazie a te per aver letto il mio articolo! È un autore che davvero vale la pena approfondire. Molti dei suoi quadri li ho scoperti preparando la recensione. Come ho scritto, questo libro offre l’opportunità di “viaggiare” tra le opere e usare lo smartphone – che sempre abbiamo accanto – a supporto del cartaceo, in questo caso 😉

      Piace a 1 persona

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