Le parole latine che usiamo nell’italiano

Si sa, la polemica sull’utilità dell’insegnamento del latino è sempre accesa.

Chi vi è a favore afferma che il latino, essendo la nostra lontana lingua madre, sia da continuare a studiare per capire meglio le strutture della lingua italiana, oltre che per comprendere quanto i nostri modi di parlare, e gli stessi modi di pensare, siano in realtà figli di una cultura e di una lingua che ancora oggi, senza saperlo, parliamo.

Dall’altra parte, gli oppositori etichettano il latino come “lingua morta“, evidenziando quindi l’inutilità di studiarla nelle scuole. Il fatto che esso non si parli più è motivo più che sufficiente per ritenere che nel liceo il suo insegnamento debba essere soppresso in favore di quello di lingue che effettivamente sono vive e che si parlano in tutto il mondo.

E i primi antagonisti della lingua sono proprio gli studenti stessi.

Confesso che anche io da liceale, e a tratti da universitaria, ho avuto momenti di amore e odio verso il latinorum.

Ma al di là di qualsiasi imposizione e obbligo di studio nei confronti di questa lingua, personalmente quello che cerco di trasmettere ai miei ragazzi che aiuto nelle ripetizioni è l’interesse verso una lingua che può servire in realtà a capire meglio la nostra e a rivelarne il suo fascino.

Il mio cavallo di battaglia è quando spiego loro cosa vogliano dire parole come “merenda”, “tenda” (tranquilli, tra poco lo saprete anche voi 😉 ).

Infatti, nonostante il ragionamento dei detrattori della lingua latina possa avere un suo senso (ovvero quello di dare la giusta importanza e il giusto peso all’insegnamento delle lingue per comunicare al di là dei nostri confini), esso non tiene però conto di un interrogativo: siamo sicuri che il latino sia veramente una lingua morta?

Nos sumus Romani, ante fuimus Romani

25 parole ed espressioni latine che usiamo ancora oggi

Bene, per rispondere a questa domanda, voglio elencarvi una serie di parole e di modi di dire latini che usiamo ancora oggi. Per farlo, le inserirò all’interno di frasi che tutti noi potremmo dire o leggere comunemente.

Siete pronti, cari amici delle curiosità della lingua italiana?

    1. Mi segno l’appuntamento sull’agenda: “agenda” letteralmente significa “le cose che devono essere fatte”. Questo perché la parola deriva dal verbo “ago”, cioè, appunto, “fare”; le due consonanti “nd” indicano un costrutto latino con il quale si esprime l’idea di un dovere. Pensate quindi a quante parole italiane sono costruite proprio così: “merenda”, ovvero “che deve essere meritata”; “tenda”, “che deve essere montata”; oppure “mutanda”… “che deve essere cambiata”! 😉
    2. L’amore è cieco!: una delle espressioni più usate in italiano deriva dal proverbio latino “amor caecus est”;
    3. Nonna, le tue polpette sono troppo buone, voglio il bis! :”bis” è un avverbio latino che significa “due volte”;
    4. Se spendi 50 € avrai un bonus di 10 € sulla prossima spesa: “bonus”, molto chiaramente, significa “buono”;
    5. Chi di spada ferisce di spada perisce: un altro famoso detto italiano che deriva dal latino “Qui gladio ferit, gladio perit”, un adattamento di una frase simile contenuta nel Vangelo di Matteo;
    6. Oggi ho mandato un curriculum a quell’azienda di cui ti parlavo: il nome completo è “curriculum vitae”, ossia “percorso di vita”;
    7. Il Paese è in deficit: cioè “mancanza”, “perdita”;
    8. Puoi passare dalla ferramenta? Dal latino medievale, le “ferramenta” sono gli attrezzi di ferro;
    9. La sera di Halloween sono rimasto a casa a guardare un film horror: brivido, tremore, paura;
    10. Siamo arrivati in extremis: cioè, “all’ultimo momento”;
    11. Prima di cucinarlo, bisogna togliere al pesce le interiora: l’interno, le parti più interne;
    12. Durante la crociera, che itinerario farai? Itinerario deriva da “iter”, ossia “viaggio”, “percorso”;
    13. La prima impressione spesso inganna: un comune modo di pensare che deriva dal proverbio popolare latino “Decipit frons prima multos”;
    14. La riunione si terrà in aula magna: da “magnus”, ovvero “grande”;
    15. Il terremoto è stato di magnitudo 4.7: “magnitudo” significa “grandezza”, “vastità”, “ampiezza”;
    16. Bisogna calcolare il reddito pro capite di ogni cittadino: “pro capite” da “caput”, cioè “testa”, quindi “a testa”, e, per esteso “a persona”;
    17. Non si preoccupi, è solo un pro forma: “pro forma” letteralmente significa “per la forma”. In italiano l’espressione ha assunto il significato di “formalità”;
    18. Il bagno si trova nel retro del negozio: ossia, “dietro”;
    19. Per partecipare alla gara gli serve uno sponsor: “sponsor” in latino significa “garante”, ed è derivato dal verbo “spondere”, cioè “assumere un impegno”;
    20. Quella è proprio una persona sui generis!: Alla lettera l’espressione significa “del suo genere”; in italiano poi ha assunto il significato di “sopra le righe” per indicare un individuo unico, appunto, nel suo genere;
    21. Mia sorella ha preso il debito di latino, le serve un tutor che le dia ripetizioni: “tutor” indica il “difensore”, il “custode” e il “protettore”;
    22. Devi pensare alla tutela dei tuoi diritti: un po’ come “tutor”, “tutela” in latino indica una protezione, una difesa;
    23. Gli ho dato un ultimatum: termine che deriva da “ultimus”, cioè “ultimo”;
    24. Mi sa che ho contratto un virus: il virus in latino indica una sostanza velenosa di serpenti o di altri animali, quindi letteralmente significa “veleno”;
    25. Stasera c’è il derby della Juventus: anche lo stesso nome della squadra è latino; Juventus infatti significa gioventù!

Insomma gente, per quanto se ne discuta, il latino si è cristallizzato nelle maglie della nostra lingua, al punto tale da non rendercene nemmeno conto.

Che si possa amare o che si possa odiare, credo che in ogni caso sia utile e interessante comprendere, proprio attraverso questa lingua, a pieno il significato delle nostre parole, cogliere in profondità quelle sfumature che rendono ancora più bella la nostra lingua italiana.

E tu caro lettore da che parte stai?

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©RIPRODUZIONE RISERVATA

Jessica

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