Confronto tra libro e film di profumo

Il Profumo: confronto tra libro e film

Puzzavano i fiumi, puzzavano le piazze, puzzavano le chiese, c’era puzzo sotto i ponti e nei palazzi. Il contadino puzzava come il prete, l’apprendista come la moglie del maestro, puzzava tutta la nobiltà, perfino il re puzzava, puzzava come un animale feroce, e la regina come una vecchia capra, sia d’estate sia d’inverno.

Ed è nella puzza di Montmartre che, nel 1738, nasce Jean-Baptiste Grenouille. Viene al mondo con un urlo straziante, sotto il banco da macello del pesce su cui lavorava la madre. Il suo grido, ci spiega il narratore, non era stato un grido istintivo di pietà e d’amore, ma un grido ben meditato, col quale mietette la sua prima vittima: la madre, portata al patibolo con l’accusa d’infanticidio plurimo.

Non è così che inizia anche il film; il regista, Tom Tykwer, ci presenta infatti il protagonista con un salto temporale che arriva alla sua condanna a morte.

Scena della condanna a morte di Grenouille

La folla inferocita attende la lettura pubblica della pena spettante a Grenouille

Due differenti modi, quindi, per presentarci un assassino.

La gravità dei crimini di Grenouille ci è data da una parte con le indicibili azioni che un neonato non potrebbe e dovrebbe essere in grado di compiere, dall’altro, attraverso la lettura al popolo desideroso di vendetta della terrificante pena di morte che spetta allo spietato assassino di Parigi:

Il garzone profumiere Jean-Baptiste grenouille verrà legato a una croce di legno, con la faccia rivolta verso il cielo, e mentre sarà ancora in vita, gli saranno inferti 12 colpi con una spranga di ferro; gli verranno spezzate le giunture delle braccia, e le spalle , e i fianchi, e le gambe. Poi verrà issato e lasciato appeso finché morte non sopravvenga. E in qualunque caso tutti i consueti atti di clemenza sono espressamente vietati al carnefice!

 

il Narratore onnisciente, il racconto lineare e la sfortuna di incontrate grenouille

Inizia poi a narrare una voce fuoricampo, una scelta ideale, in cui già speravo durante la lettura del libro. Il narratore del romanzo è infatti onnisciente e, talvolta, anticipa ciò che in futuro accadrà al protagonista e ad altri personaggi.

Da qui il film si ricongiunge alla narrazione lineare del libro. Vengono però saltati alcuni avvenimenti. Jean-Bptiste infatti, fin da neonato viene passato da una balia all’altra, ognuna delle quali è restia a tenerlo per più di pochi giorni, a causa della sua fame vorace, fin quando non giunge in un convento religioso. Qui viene pagata Jeanne Bussie affinché lo nutra per ben 3 franchi a settimana.

La donna ha un ruolo chiave, perché quando si presenterà alla porta di Padre Terrier, sarà la prima ad informarci che il bambino non ha alcun odore, e proprio per tal motivo lei è convinta sia posseduto dal demonio.

Solo Madame Gaillarde riuscirà a prendersi cura del piccolo, ma solo perché ella aveva perso l’olfatto. Quando, dopo pochi anni, deciderà di disfarsi del ragazzo, diventerà la seconda vittima indiretta di Grenuille. Era ben consapevole, la donna, che lasciandolo nelle mani del conciatore Grimal, non sarebbe sopravvissuto a lungo, ma si disfò di lui senza alcun senso di colpa.

Qui il libro preserva un destino molto più crudele a Madame Gaillarde rispetto a quello mostrato nel film. Viene infatti privata del suo unico sogno, come ne fu privata anche la prima vittima. Ciò dimostra in modo più sadico quanto sia grande la sventura di imbattersi in Jean-Baptiste.

Donna annusa profumoCome una zecca, Grenouille si attacca alla vita e riesce a sopravvivere nella conceria più del previsto, tanto da diventare un lavoratore indispensabile per Grimal. Con le prime consegne a Parigi, il giovane scopre l’esistenza dei veri profumi e, soprattutto, scopre che essi hanno lo scopo di creare un effetto inebriante e avvincente sulle persone.

Diverso è anche l’incontro con la fanciulla dai capelli rossi. Nel libro lui la trova e, completamente rapito da quell’odore, per la prima volta unico, non scomponibile, viene sopraffatto dalla violenza: strangola la ragazza e gode in pieno di tutto il suo profumo.

La prima cottarella? Un po’ atipica…

E così nel libro le emozioni del protagonista vengono percepite più intensamente, mentre il film è, anche per ovvie ragioni, un po’ più sbrigativo, e rappresenta l’omicidio con un rapido soffocamento involontario per non far sentire l’urlo della fanciulla ad alcuni passanti.

Ma Grenouille non agisce mai involontariamente, inconsapevole forse della gravità delle sue azioni, ma le compie in piena coscienza.

Dustin Hoffman nei panni di Giuseppe Baldini nel film profumo

Dustin Hoffman nei panni del profumiere Giuseppe Baldini

Realizzato che da quel momento lo scopo della sua vita sarebbe stato conservare gli odori per non lasciarsi mai più sfuggire tanta bellezza, riesce a farsi assumere come garzone dal famoso profumiere italiano, ma ormai in rovina, Giuseppe Baldini, abbandonando Grimal che, come tutte le precedenti persone che presero Grenouille sotto la propria ala, morì per una fatale casualità.

L’incontro con il profumiere è, a mio avviso, il momento più emozionante della storia, sia nel romanzo che nella trasposizione cinematografia. Morirà, però, anche il caro Baldini, dopo aver insegnato al giovane tutte le tecniche del chimico profumiere e dopo averlo spremuto fino all’osso per ottenere le formule dei migliori profumi di Parigi di tutti i tempi.

Ma questo Grenouille non vi ricorda una celebre canzone su un gatto che portava sventura a chiunque tentasse di  sbarazzarsi di lui?

Il fatto che abbia messo il “naso” di un felino di sottofondo non è da trascurare

le grandi differenze

Non mi soffermerò su tutti gli eventi narrati, ma devo e posso affermare che alcuni passaggi cruciali sarebbero potuti essere sviluppati meglio nella trama del film, perché importanti per far capire il personaggio e la sua evoluzione.

  • Un peccato, soprattutto, che il desiderio di Grenouille di diventare il “dio onnipotente del profumo […] regnando sugli uomini reali” perché consapevole che “gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all’orrore, e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti, ma non potevano sottrarsi al profumo, poiché il profumo era fratello del respiro, nel film venga ricondotto a una storia leggendaria sugli egizi narrata da Baldini. Nel racconto del libro Grenouille si prefigge questo scopo molto più avanti, quando finalmente riesce ad avere un proprio odore di uomo, dopo aver mischiato diverse puzze a profumi ed essersi cosparso l’essenza addosso.
  • Inoltre, mentre il libro riserva poche ultime pagine agli omicidi plurimi che commette Jean-Baptiste quando decide di catturare gli odori di meravigliose fanciulle, il film dà più spazio a questa fase, rendendo la vicenda un vero e proprio thriller, portando forse così in secondo piano la centralità del profumo che nel romanzo non viene mai messa da parte.

 

LA PERCEZIONE DEI PROFUMI

Devo ammettere che non pensavo che il film fosse all’altezza del libro nel generare nello spettatore l’ideale percezione olfattiva degli odori che sente Grenouille stesso.

Mentre leggevo mi bastava talvolta chiudere gli occhi per percepire l’odore del legno, del muschio, della terra, di un certo animale e persino dell’uomo, soprattutto fui colpita quando ebbi la mistica esperienza di avvertire una folata del profumo di un’amica che di lì a poco comparve di fronte al mio ombrellone, mentre leggevo il libro in riva al mare. In quel momento mi sentii così vicina al garzone profumiere da spaventarmi, provando quindi forse lo stesso brivido che percepivano i personaggi del libro nell’incontrarlo.

Il film, come dicevo pocanzi, obbliga invece a tenere gli occhi aperti. Sfrutta perciò delle potenti immagini visive, molto suggestive e ben pensate, che alla stessa maniera delle parole scritte riescono a farci immaginare bene gli odori.

Non riesce però a raccontare con la stessa intensità le emozioni delle persone che nella scena finale vengono sopraffatte dall’odore perfetto e di origine umana generato e cosparso da Grenouille.


E tu hai visto il film o letto il libro? Ti è piaciuto?

Faccelo sapere con un commento!


Hai letto l’articolo su Leningrado? E’ il titolo del film che Tornatore non è mai riuscito a realizzare e ha poi trascritto in un libro davvero emozionante!

 

©riproduzione riservata

 

Giulia Procopio

2 pensieri su “Il Profumo: confronto tra libro e film

  1. sherazade ha detto:

    Ho letto il libro ed è uno dei libri horror e thriller più inquietanti e mi è molto piaciuto Ragion per cui Come faccio solitamente non ho voluto vedere il film.

    Hai fatto un lavoro ottimo che mi ha fatto piacere leggere.

    Sherabientot grazie

    Mi piace

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