L’uomo ai suoi limiti estremi: i maggiori film di tensione

L’uomo è in grado di ritrovarsi talvolta in situazioni davvero estreme e, ancora più incredibilmente, grazie all’istinto di sopravvivenza, ne esce compiendo imprese di cui non pensava essere capace.

Scommetto che le volte in cui hai scoperto come alcuni uomini si siano salvati da situazioni pericolose compiendo scelte incredibili, hai provato un senso di inorridimento misto a fascino.

I limiti che può sopportare o superare il nostro corpo sono sempre stati fonte di curiosità. Negli ultimi tempi, anzi, mettere alla prova se stessi con imprese quasi impossibili sembra essere diventata una moda: non è difficile trovare video sul web di persone atte ad affrontare sfide estremamente pericolose, spinte probabilmente più da un insano “esibizionismo da clic” che dalla voglia di mettersi alla prova.

ragazzo fa verticale su grattacielo

Ma cosa succede quando ci si ritrova involontariamente in situazioni di estremo pericolo e difficoltà? Quali emozioni e pensieri rispettivamente si provano e passano per la testa?

Se le risposte non si possono trovare – per fortuna – con l’esperienza diretta, per lo meno alcuni film ci possono chiarire un po’ le idee.

È il caso di 127 ore, il thriller biografico che narra la vera storia di Aron Ralston, l’alpinista statunitense che rimase bloccato per giorni da solo nel Canyon dello Utah.

 

127 Ore. un film di alta tensione

Quando la storia è avvincente e la recitazione magistrale, poco importa se la maggior parte delle riprese sono limitate a una singola ambientazione.

127 ore racconta i momenti di ansia, disperazione, attesa e sofferenza del giovane Aron, che per 5 giorni (127 ore appunto) rimase intrappolato a causa di un masso che gli aveva bloccato il braccio.

L’inizio del film dà subito alcuni indizi allo spettatore. Una serie di inquadrature finiscono su manifestazioni o movimenti di masse di persone, forse per cominciare a colmare quella sensazione di isolamento e solitudine che si proverà per il resto della vicenda.

Altre immagini simboliche sono quelle di ondate d’acqua, spiagge e piscine che, anche in questo caso ci dissetano dalla seguente aridità che empaticamente percepiremo alla gola, quest’ultima simboleggiata da una seguente inquadratura su un rubinetto che perde poche gocce alla volta.

Il terzo indizio è quello del coltellino svizzero che Aron cerca tastando sopra una mensola ma che alla fine non riesce a trovare e non porterà quindi con sé.

Sì, il coltellino è un elemento cruciale per la storia, perché sarà grazie a esso che il giovane alpinista riuscirà ad amputarsi il braccio da solo e a salvarsi.

Già… dopo ore e ore di attesa dell’arrivo di qualche soccorso, di tentativi disperati di liberarsi, del razionamento del poco cibo e acqua che aveva con sé, di riprese video mentre testimonia quello che gli sta capitando e dà l’addio agli amici e alla famiglia, l’istinto di sopravvivenza suggerisce al protagonista di amputarsi da solo il braccio, con il materiale che ha a disposizione: un coltellino.

Il regista non ci risparmia quel momento, ma ce lo fa vivere con estrema angoscia.

Il vero problema giungerà quando, a metà dell’opera, si renderà conto che il coltellino non basta per incidere anche l’osso…

Ahimé caro James, eppure a inizio film Aron ti aveva avvisato col suo sguardo preoccupato:

Aron guarda James in 127 ore

Aron Ralston che compare in una delle breve riprese iniziali del film, tra un gruppo di ciclisti


È un genere di film che deve piacere insomma, non adatto a chi è facilmente impressionabile, ideale per chi vuole vivere terribili momenti di suspance.

A mio avviso, resta uno dei migliori film che si concentrano sulle difficoltà di un protagonista rimasto solo ad affrontare una situazione estrema.

 

Film simili

Per gli appassionati del genere ecco altri esempi di validi film simili:

Gravity 

La dottoressa Ryan Stone è un brillante ingegnere biomedico alla sua prima missione spaziale insieme al veterano Matt Kowalsky. A causa di un imprevisto la navicella viene distrutta e Stone e Kowalsky sono abbandonati a loro stessi, legati l’uno all’altra mentre precipitano nel buio. Il silenzio assordante ricorda loro che hanno perso ogni legame con la Terra… e ogni speranza di salvezza.

BURIED

Dopo essere stato rapito in Iraq, l’imprenditore Paul Conroy si risveglia in una bara nel deserto armato solo di un telefono cellulare, uno Zippo e un coltello. Inizia per lui una dura corsa contro il tempo per scappare dalla claustrofobica trappola mortale in cui è stato rinchiuso.

 

CAST AWAY

È la vigilia di Natale e Chuck Noland, funzionario della Federal Express, scambia i regali con la sua fidanzata Kelly in macchina prima di salire a bordo dell’aereo per l’ennesimo viaggio di lavoro. A causa di una tempesta l’aereo si inabissa nel Pacifico. Chuck, unico sopravvissuto, naufraga su di un’isola deserta dove si rende conto, poco alla volta, che dovrà restarci per molto molto tempo.


E a te piace questa tipologia di film? Hai altri suggerimenti su trame simili o a tema?

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©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Giulia Procopio

3 pensieri su “L’uomo ai suoi limiti estremi: i maggiori film di tensione

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