guerra e pace lev tolstoj

Guerra e Pace, la serie-tv che fa amare il romanzo

Se pensavi che affrontare un romanzo russo sarebbe stato troppo difficile per te, dopo aver visto la serie-tv ispirata a Guerra e Pace non potrai che correre in libreria a comprare la bibliografia di Tolstoj. Davvero, provaci e ne avrai l’impulso, perché, si sa, quando termina una serie-tv resta sempre una sensazione di vuoto nel serializzato, e tale vuoto, in questa preziosa occasione, può essere colmato leggendo il libro, che tra le pagine nasconde quei dettagli accurati che solo le opere scritte possono fornire.

la mia fede tolstoj

Ritratto di Tolstoj. mentre corregge delle bozze di stampa (1884).

E infatti, quando la serie-tv – prodotta dalla BBC e con la regia di Tom Harper – uscì in Gran Bretagna nel 2016, furono implementate le vendite del libro oltre le 6000 copie, facendo entrare Guerra e Pace nella classifica dei 50 libri più venduti nella nazione. Andrew Davies, autore di una lunga serie di adattamenti televisivi, aveva commentato che molta gente era stata spinta a comprare il libro perché la serie-tv era stata accessibile a tutti e molto divertente.

L’INCONTRO PROVVIDENZIALE CON IL ROMANZO

libri guerra e paceIo avevo appena terminato di vedere la miniserie, quando, passeggiando tra i romantici portici nel centro di Torino, fui attratta da una bancarella di libri. Per molti anni, tra le corse in direzione dell’università, ero passata di fronte a quelle bancarelle, ma mai mi ci ero fermata. Quel giorno, però, alcuni volumi rosso carminio avevano attirato la mia attenzione: erano i 4 libri di Guerra e Pace. Poteva trattarsi di una coincidenza? Cominciai a maneggiare il primo volume tra le mani, cercando di capire se fosse un’edizione valida, ma il tentativo di tirarmela con l’aria da filologa non stava andando a buon fine, perché del romanzo russo non ero assolutamente esperta, e di edizioni non riesco ancora a intendermene quanto vorrei. La convinzione che portavo in volto, però, persuase probabilmente il librario, che, in fase di smontaggio della bancarella, decise di chiudere in fretta l’ultimo affare del giorno, facendomi uno sconto sullo sconto, e così mi portai a casa il volume russo a 3 Euro, sentendomi persino un po’ in colpa.

 

guerra e pace king vidor

Vittorio Gassman e Audrey Hepburn che interpretano rispettivamente Anatole Kuragin e Nataša Rostova nel film del 1956 di King Vidor

Cominciando a leggere mi resi subito conto che questo capolavoro della letteratura mondiale funzionava effettivamente bene per il cinema. Amore, intrighi, tragedie, balli e battaglie rappresentano ancora i migliori ingredienti su cui basare uno spettacolo suggestivo e avvincente, e infatti l’opera tolstojana è stata oggetto di numerosi adattamenti cinematografici a partire fin dal 1956.

 

LA TRAMA

La storia è ambientata nella Russia dei primi anni dell’Ottocento, invasa dalle truppe napoleoniche e vede incrociarsi la vita di alcune famiglie aristocratiche del tempo. Il tema dominante è sicuramente l’amore, accompagnato a pari passo da quello della guerra. Da una parte, dunque, vengono narrati gli eventi più intimi e dall’altra quelli di portata colossale, un contrasto che lascia pensare molto il lettore-spettatore su come l’uomo possa essere emotivamente travolto e distrutto tanto da piccoli episodi personali quanto da altri che coinvolgono l’umanità.

 

il confronto tra il libro e la serie-tv

In generale posso affermare che la serie sia abbastanza fedele al romanzo, anche se, ovviamente, per quanto il cast annoveri una serie di attori davvero bravi (eccezionale Paul Dano nel ruolo di Pierre), la psicologia dei personaggi è maggiormente comprensibile e indagabile attraverso le pagine del libro (ma questo vale per qualsiasi scritto di cui sia stata fatta la trasposizione cinematografica, in quanto i pensieri intimi nei personaggi sono tanto semplici da trascrivere a parole quanto difficili da rappresentare visivamente).

Per evitare spoiler, essendo questo un articolo che incoraggia alla visione e alla lettura della grande opera tolstojana, indagherò le differenze con il libro limitandomi alla prima puntata.

L’ambientazione

Sulla musica di Martin Phipps ci affacciamo subito su uno scenario sovietico. La serie è stata girata infatti in Russia, Lettonia e Lituania. La prima inquadratura è su un campo, avvolto dalla nebbia, quella stessa foschia generata anche dai fumi della guerra, fatti di bombe e colpi di pistola.Sembra quasi ricordare la terribile battaglia di Borodino del film di Sergej Bondarčuk (1967), la scena di guerra avvolta da un’impenetrabile coltre di fumo e quella più vasta mai girata (tra i record per i quali il film entrò nel libro dei guinnes dei primati, ci fu, infatti, quello per la durata della pellicola, che si aggira sulle otto ore nella versione originale). E poco dopo, una volta che i contorni del paesaggio naturale si fanno più delineati e schiariti, ci viene presentata la figura di Napoleone, con una ripresa alle spalle, mentre scruta i confini che sta valicando.La serie decide poi di proseguire informando lo spettatore sul luogo in cui stanno per cominciare a svolgersi gli eventi, e quindi procede con un’inquadratura su San Pietroburgo:e si va avanti con un’altra ripresa alle spalle, quelle di Pierre questa volta, uno dei personaggi principali. Egli porta con sé il secondo tema portante dell’intera vicenda, quello dell’amore, sentimento che stravolgerà il personaggio e lo farà precipitare in una serie di eventi fatali. E introducendolo con la medesima ripresa, il regista mette in opposizione la sua figura con quella precedente di Napoleone, che a sua volta aveva rappresentato, appunto, il tema della guerra.

Da questo momento la serie si ricongiunge al libro, approdando nel salotto di Anna Pavlovna. Il chiacchiericcio generale è su Bonaparte e sulla sua pericolosa avanzata. Le persone presenti sono moltissime: una festa si rivela la strategia migliore per cominciare a presentare un prima carrellata di personaggi. Qui potremo notare la cura e l’attenzione al dettaglio nel ricreare gli ambienti aristocratici del tempo, con un occhio di riguardo ai costumi, attentamente studiati per tutto il corso delle puntate:

guerra e pace serie tv

 

 

 

 

 

 

 

i personaggi

Grazie al ricevimento di Anna Pavlovna molti personaggi ci sono stati presentati e bisogna dire che la scelta del cast è stata perfettamente azzeccata. È qui che, dopo la padrona di casa, entusiasta e perfetta donna di società come ci viene presentata nel libro,  conosciamo il principe Basilio, scontroso e altezzoso, il caro Pierre, che dà subito mostra della sua goffaggine e ingenuità, i bellissimi fratelli Helen e Anatole Kuragin, l’impertinente e inopportuna Anna Mikhailovna, che tenta disperatamente di “piazzare” il figlio Boris in una buona posizione nell’esercito, e ancora Andrei, col suo sguardo severo e la sua incantevole moglie. Mancano, dunque, solo alcuni dei personaggi principali, che verranno però introdotti ben presto nel film, ovviamente più rapido e dinamico del romanzo. Tra questi ci sono Nastasha Rostova, protagonista del triangolo amoroso più importante della storia, e suo fratello Nikolai.

L’unico elemento disturbante durante la lettura è notare che due personaggi sono stati scambiati nell’aspetto. Nella serie infatti Nikolai è alto e biondo, mentre Boris bruno, riccio e di media statura. La descrizione che riporta il libro dei due giovanotti è invece la seguente:

I due giovani, lo studente e l’ufficiale, amici fin dall’infanzia, erano coetanei, ambedue bei ragazzi benché non si somigliassero affatto. Boris era un giovane alto e biondo coi lineamenti regolari e delicati sulla faccia calma e bella. Nicola era un giovane di media statura, ricciuto, con un’espressione aperta sul volto. Sul suo labbro superiore apparivano già dei baffetti neri, e tutto il viso esprimeva decisione e entusiasmo.

Dunque non è difficile fare un po’ di confusione tra i due, perché, se si è vista prima la trasposizione cinematografica, allora i personaggi sono già troppo ben delineati nel nostro immaginario; tentare una modifica così radicale, in cui i tratti somatici possono contribuire massicciamente sulla definizione caratteriale e in toto della persona, è davvero un’operazione ardua.

Al di là dell’aspetto, grazie alla lettura, si scoprono ovviamente tanti altri importanti dettagli sui personaggi e delle sfumature caratteriali che nella serie possono non emergere. Mi riferisco ad esempio all’atteggiamento ancora molto infantile e capriccioso di Nastasha. Nella prima puntata infatti la ragazza, anche se ha qualche atteggiamento adolescenziale, appare già più matura di come viene presentata da Tolstoj:

[…] si udì dalla stanza attigua uno scalpiccio di piedi femminili e maschili, il rumore di una sedia urtata e rovesciata, e irruppe nella stanza una fanciulla di tredici anni, nascondendo qualcosa nella corta gonna di mussolina, e si fermò nel bel mezzo della stanza.

[…] era in quella tenera età in cui una fanciulla non è più una bambina e la bambina non è ancora una fanciulla.

L’irruzione della ragazzina fa già comprendere il carattere irruento di chi ha ancora voglia di giocare e meno di discorrere tra dame in salotto. Sotto la gonna, peraltro, nasconde una bambola. Anche nel caso di Natasha, inoltre, l’attrice presenta dei tratti fisici diversi da quelli del personaggio che la presenta infatti scura di capelli come suo fratello, non bella, ma piena di vivacità.

Gli eventi

Per quanto riguarda il corso degli eventi esso è abbastanza simile sia nella serie che nel romanzo. La trama scorre in modo lineare; solo in alcuni casi, il regista ha preferito eliminare alcune scene e adattare i dialoghi, abbreviati, in altre situazioni, oppure ha compiuto dei tagli che in ogni caso non disturbano. Nel complesso quindi si può notare una certa fedeltà al romanzo tolstojano.


La visione di Guerra e Pace e la lettura del romanzo sono fortemente consigliate. Anzi, nel caso in cui decideste di avventurarvi in questa impresa fatemi poi sapere il vostro parere al riguardo commentando l’articolo, sarò curiosissima di scoprire altri punti di vista!

Se vi ha fatto piacere leggere questo articolo cogliete l’occasione di leggere anche quello precedente, riservato al rapporto tra libro e trasposizione cinematografica: → Il Piccolo Principe: dal libro al film.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Giulia Procopio

2 pensieri su “Guerra e Pace, la serie-tv che fa amare il romanzo

  1. Giulia Procopio ha detto:

    Mi piacerebbe riuscire a vedere anche lo sceneggiato di cui parla! Mi adopererò per trovarlo.
    Grazie per il commento! Passo subito a dare una lettura al tuo articolo!

    Mi piace

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