La Poesia e il Cinema parlano dialetto

La varietà linguistica presente nel nostro Paese rimane motivo d’orgoglio per gli Italiani. Se in alcune regioni l’uso del dialetto comincia a perdersi, in altre è impensabile provare a farne a meno per comunicare, non solo in ambienti domestici ma anche in alcuni più formali.

Ovviamente nello scritto non vale lo stesso discorso: nella quotidianità scriviamo in italiano e sarebbe inappropriato anche redigere documenti ufficiali in una lingua diversa da quella nazionale.

Trascrivere il dialetto non sarebbe nemmeno così semplice, chi ci ha provato lo sa, perché risulterebbe necessario l’uso di ulteriori segni fonetici per specificare alcuni suoni presenti solo nella parlata vernacolare.

 

Il dialetto entra nella poesia e nel cinema

Proprio per le sue qualità orali, c’è stato un tempo in cui, in letteratura, il dialetto non sembrava una lingua adatta alla scrittura, per alcuni poeti significava quasi fargli un torto imprimerlo sulla carta, essendo Lui abituato a volare libero per l’aria, saltando da un orecchio all’altro. Inoltre, la scelta avrebbe precluso la lettura ad una buona fetta di lettori. Alla fine, però, prevalse la tentazione di dare più colore alle proprie parole, perché sì, con il dialetto il mondo appare subito più colorato. Alcuni personaggi sono meglio caratterizzati, certe situazioni descritte penetrano più a fondo nella nostra intimità quotidiana, l’espressività è decisamente più diretta e comunicativa.

Il cinema non è stato da meno, ha infatti deciso di usare il linguaggio vernacolare per rappresentare meglio alcune ambientazioni italiane, molti attori evidenziano la propria cadenza come marchio distintivo e nelle commedie non è raro notare la preferenza del dialetto per arricchire le battute di spirito.

Per un regista o uno scrittore nulla è lasciato al caso, nemmeno le scelte linguistiche, che spesso sono ben pensate per rendere determinati significati e valori a ciò che capita e viene narrato.

 

La collaborazione tra Fellini e Zanzotto

 

Riporto qui un esempio concreto dello studio e della ricercatezza alla base delle scelte linguistiche operate per un film: il Casanova di Federico Fellini. Il celebre regista italiano chiese una collaborazione al poeta trevigiano Andrea Zanzotto affinché questi gli scrivesse alcune parti del copione in veneto. Il film era stato infatti girato “spericolatamente” in inglese e, nel momento di eseguire il doppiaggio, sorse un problema che afflisse amaramente il regista. Decise dunque di affidarsi a Zanzotto, inviandogli una lettera datata luglio 1976 [il testo integrale della lettera è possibile leggerlo nell’edizione dei Meridiani Mondadori Andrea Zanzotto. Le poesie e prose scelte, alle pagine 465-467]:

 

Caro Andrea,

… e adesso debbo proprio doppiarlo questo film che ho spericolatamente girato in inglese e tra i tanti problemi c’è anche quello del dialetto veneto. Come anche mi ha ricordato Naldini con attenzione tempestiva, quando gli ho manifestato i miei timori, ho pensato che avrei potuto scrivere a te per avere un aiuto nel trovare una chiave. E ti scrivo ora, un po’ esitante, perché in fondo non so bene che cosa voglio e temo di disturbarti. È una intenzione confusa, un proposito che non so fino a che punto sia realizzabile.

 

In particolare è richiesto l’intervento del poeta in due momenti: quello iniziale – che darà vita al Recitativo veneziano –, e il momento dell’incontro a Londra di Casanova con una gigantessa di origine veneta – per cui sarà composta la Cantilena londinese –. L’intenzione confusa di Fellini, e anche incertamente realizzabile è la seguente:

 

Ora provo a manifestartelo: vorrei tentare di rompere l’opacità , la convenzione del dialetto veneto che, come tutti i dialetti, si è raggelato in una cifra disemozionata e stucchevole, e cercare di restituirgli freschezza, renderlo più vivo, penetrante, mercuriale, accanito, magari dando la preferenza ad un veneto ruzantino o tentando un’estrosa promiscuità tra quello del Ruzante  e il veneto goldoniano, o meglio riscoprendo forme arcaiche o addirittura inventando combinazioni fonetiche e linguistiche in modo che anche l’assunto verbale rifletta il riverbero della visionarietà stralunata che mi sembra di aver dato al film.

 

 

Basta leggere queste poche righe per rendersi conto quanto lavoro e ricercatezza ci siano dietro ogni scelta registica operata su ogni singola minuzia che compone la pellicola.

Fellini mostra inoltre di avere un orecchio fino ed esperto, perché oltre alle voci imploranti, alle orazioni propiziatorie, alle litanie evocatrici, alle provocazioni, agli insulti e agli sberleffi che dovrebbero accompagnare “l’oscuro simulacro femminile”, chiede al poeta solighese di recuperare «i materiali fonetici e linguistici del linguaggio petèl», riscoperti mentre stava a Pieve di Soligo, al fine di stendere una filastrocca confacente a livello sonoro alla canzoncina infantile e dolente che sarebbe dovuta uscire dalle labbra della gigantessa mentre si faceva il bagno:

 

Mi sembra che la sonorità liquida, l’affastellarsi gorgogliante, i suoni, le sillabe che si sciolgono in bocca, quel cantilenare dolce e rotto dei bambini in un miscuglio di latte e materia disciolta, uno sciabordìo addormentante, riproponga e rappresenti con suggestiva efficacia quella sorta di iconografia subacquea del film, l’immagine placentaria, amniotica, di una Venezia decomposta e fluttuante di alghe, di muscosità, di buio muffito e umido.

 

Probabilmente proprio questa minuziosa attenzione al dettaglio rese Fellini uno dei più grandi registi della storia del cinema e proprio grazie a questa collaborazione, invece, Zanzotto cominciò ad usare maggiormente il veneto nelle sue poesie, fino a diventare uno dei più grandi scrittori del Novecento di poesia dialettale.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Giulia Procopio


Voi cosa pensate dell’uso del dialetto in poesia e nel cinema? Siete pro o contro?

 

Il cinema e la letteratura mostrano da sempre una relazione molto stretta, leggi questo articolo per saperne di più → Cinema e Letteratura. Una relazione complicata

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...