Il Piccolo Principe: dal libro al film

Il Piccolo Principe è un breve libro pubblicato da Antoine de Saint-Exupéry nel 1943, pochi mesi prima della sua misteriosa scomparsa. È breve, ma si è esteso così a lungo, nel tempo e nello spazio, da superare qualsiasi barriera. È privo di confini, può essere letto da chiunque, in qualsiasi età e in qualsiasi momento. Basterebbero queste caratteristiche a definirne la natura di capolavoro, ma ce ne sono altre.

 

Un capolavoro che parla dELLA vita

È un capolavoro perché parla della vita e di tutto ciò che la riguarda: parla della solitudine, dell’amicizia, dell’amore, del lavoro, del tempo, della libertà, delle emozioni e dei sentimenti, e di molto altro ancora che non può essere racchiuso in un semplice elenco. Di conseguenza Il Piccolo Principe si rivolge a tutti, ma in maniera molto personale. Infatti, contiene, per ogni volta che lo si legge, un messaggio che ha un contenuto diverso a seconda del lettore e del momento che egli sta vivendo. Per percepire il proprio messaggio bisogna fermarsi e ascoltare attentamente: sembra banale il concetto, ma è più facile a dirsi che a farsi. “Fermarsi” e “ascoltare” rappresentano due azioni che si dissolvono nella frenesia della quotidianità, la quale fa perdere la meravigliosa possibilità di cogliere l’essenziale, cioè quello che davvero conta.

L’essenziale è invisibile agli occhi

Tutti i messaggi che il libro contiene sono permeati dall’importanza dell’essenziale che può essere colto solo se si guarda al di là delle apparenze, dunque se si guarda con il cuore. Ciò che conta davvero è invisibile in superficie, perchè è visibile solo in profondità dove gli occhi da soli non posso arrivare. Riporto, a proposito, un passo del libro, uno dei più forti.

«Addio» disse la volpe. «Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi». «L’essenziale è invisibile agli occhi», ripeté il principe, per ricordarselo. «È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante». «È il tempo che ho perduto per la mia rosa…» sussurrò il piccolo principe per ricordarselo. «Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…». «Io sono responsabile della mia rosa…» ripeté il piccolo principe per ricordarselo.

Quindi, nel viaggio della consapevolezza, percorso in prima persona dal principe e trasmesso prima all’aviatore e poi al lettore, colpisce la cecità dei personaggi bizzarri che il protagonista incontra nei vari pianeti. Nel quarto pianeta, per esempio, l’uomo d’affari trascorre la vita a contare infinite volte le stelle che è convinto di possedere, senza aver neanche il tempo di alzare gli occhi al cielo per ammirarle!

 

Il film

Nel 2015 è uscita nelle sale una trasposizione cinematografica de Il Piccolo Principe, opera del regista Mark Osborn, la quale è stata insignita nel 2016 del Premio César per la categoria miglior film di animazione. Infatti, al pari del libro, il film può essere considerato a sua volta un capolavoro per aver avuto la capacità di cogliere la  profondità dell’essenziale e di portarlo alle estreme conseguenze. Dunque non bisogna lasciarsi ingannare dalle apparenze: non si rivolge solo ai piccoli, ma anche (e soprattutto) ai grandi.

Gli adulti perdono la capacità di cogliere  l’essenziale, perché ne dimenticano l’importanza, la quale è invece percepita automaticamente dal cuore aperto dei bambini. Non è però il caso della bambina protagonista, che non può coglierlo perché è stata trascinata troppo precocemente nel mondo degli adulti dalla mamma, la quale è convinta di agire per il bene della figlia. Se quest’ultima rispetterà il programma prefissato senza distrazioni “effimere” diventerà “una meravigliosa adulta”. Il piano della narrazione della ragazzina si intreccia con quello della storia del  principe grazie all’incontro improvviso con il vicino aviatore, nonché amico e scrittore de Il piccolo principe, che la riporterà in un mondo a colori conferendole le vere istruzioni che le consentiranno di diventare davvero una persona consapevole e meravigliosa.

Il film si presenta fedele al libro, con una fedeltà esaltata dalle illustrazioni originali di Antoine de Saint-Exupéry che prendono vita, ma a un certo punto avviene un inaspettato quanto piacevole seguito rispetto alle pagine, che porta alle estreme conseguenze il capolavoro. Il segreto svelato dalla volpe (che non per nulla accompagna costantemente sotto forma di peluche i passi della bambina) è basato sull’importanza del ricordo: «Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare». Quindi, che cosa accadrebbe se il piccolo principe si dimenticasse l’essenziale? L’unico modo per scoprirlo è quello di guardare il film, le cui potenzialità sono amplificate dalla toccante colonna sonora. È impossibile non farsi catturare, perché parla al cuore e mette in evidenza l’importanza di non perdere di vista i sentimenti, i quali non sono mai sinonimo di debolezza, e della consapevolezza che nessuno è esente da errori.

Sono sicura che anche tu, accostandoti a questo capolavoro della letteratura mondiale, potrai trovare sempre un messaggio rivolto a te. Perciò, nel caso in cui tu non avessi avuto ancora l’occasione di farlo, ti consiglio di leggere il libro, indispensabile nella libreria e nella mente di ognuno, e di gustarti il film.

Condividi l’articolo se ti è piaciuto e, se ti va, puoi lasciare un commento. Se vuoi saperne di più sul concetto di trasposizione cinematografica, puoi leggere questo articolo della nostra rubrica Cinema e letteratura.

 

© riproduzione riservata

Erika Dumas

4 pensieri su “Il Piccolo Principe: dal libro al film

  1. Ben ha detto:

    Che piacevole scoperta questo blog, passerò a leggere tutto con calma. Sul piccolo principe ci ho scritto la mia tesi di laurea, ci sono particolarmente affezionato, un po’ meno al film, devo dire la verità, indiscutibilmente un buon lavoro, fedele come scrivi, ma – affettivamente – non mi ha restituito la stessa magia e lo stesso stupore dell’originale 🙂
    Buona scrittura. A presto.

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    • Erika Dumas ha detto:

      Ciao Ben! Grazie di cuore per aver letto l’articolo e per il tuo commento 🙂 Concordo con te sul fatto che, affettivamente, il libro sia insuperabile. Dev’essere stata una bellissima soddisfazione scriverci la tesi, e immagino anche che non debba essere stato facile dato che Il Piccolo Principe è tanto breve quanto complesso, nel senso che ha una molteplicità di significati e di messaggi.
      Passo sicuramente a dare un’occhiata al tuo blog!
      A presto.

      Piace a 1 persona

      • Ben ha detto:

        Ciao Erika, grazie per la tua risposta. E’ un vero piacere – leggere cose interessanti – , più che una soddisfazione, è stato un impegno, filo conduttore di tutto il mio linguaggio e percorso pedagogico. Sei la benvenuta sul mio blog, spero ti piacerà – passare da qui – ogni tanto. A presto.

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