Cinema e Letteratura. Una relazione complicata

Un’amicizia sicuramente duratura è quella che coinvolge il cinema e la letteratura ma, possiamo dire, non altrettanto armoniosa, almeno per quanto riguarda il pensiero del pubblico.

Qualche cenno sul cinema narrativo

Il cinema narrativo, cioè quello che racconta delle storie e che non si limita più solo a mostrare quadri animati ed effetti speciali, nasce nel 1906. Questo nuovo modo di fare film si deve a David Wark Griffith, che inizia esperimenti con nuove tecniche del montaggio. Proprio di Griffith è After many years (1908), il primo film ispirato a un prodotto letterario: il poema Enoch Arden di Lord Tennyson.
Da qui è breve il passaggio a molte trasposizioni cinematografiche di romanzi o alla creazione di film ispirati a opere narrative e poetiche.

Le aspettative deluse

Quando istruzione e migliori condizioni di vita cominciano a non essere più prerogativa di pochi, i libri e il cinema diventano accessibili a un pubblico sempre più vasto. Così, chi si reca al cinema per vedere il film di Harry Potter, Orgoglio e pregiudizio, Profumo, ecc., ben sa cosa aspettarsi o, piuttosto, sa cosa vorrebbe vedere, finendo per uscire dalla sala il più delle volte deluso.
Andiamo, quante volte ti è capitato di pensare “il libro è centomila volte meglio” o “certo che hanno tagliato delle parti davvero importanti!”.
Sicuramente hai ragione nel provare delusione, perché ciò che hai visto non corrisponde a quello che avevi immaginato e provato leggendo il romanzo. Forse, però, dovresti essere un po’ più indulgente verso il film e, affrontando alcuni argomenti insieme in questo articolo, capirai perché apprezzarlo.

LA PERSONALIZZAZIONE DELLA STORIA

Innanzitutto partiamo dalla lettura del romanzo: leggere un racconto stimola molto la fantasia; il narratore spesso descrive scene tralasciando molti dettagli che tu, lettore, personalizzi in base al tuo bagaglio di esperienze. Ad esempio, leggendo “Anna spalancò la porta della macchina e si gettò a terra mentre l’auto era in corsa” avrai sicuramente ricreato nella mente una propria immagine della macchina, tra modello e colore, che probabilmente non è lo stesso immaginato da me o da qualche altro lettore. E ancora avrai dato un volto ad Anna, un’età, avrai forse ricreato la figura di un rapitore che guidava l’auto. Anna era seduta davanti o dietro? E la strada era isolata, stretta, larga, in città?
Come hai ricreato un modello della scena differente dal mio, sicuramente sarà diverso anche da quello del regista, che si è costruito una propria visione e una propria interpretazione della storia. Dunque, non stai vedendo più la stessa vicenda, quella raccontata dal narratore con cui hai magari instaurato una celata complicità, ma stai vedendo un nuovo racconto, quello personale del regista, che interpreta i fatti come meglio crede. Quest’ultimo ti mostra delle immagini da cui non puoi scappare, è il suo film, che racconta una storia che entrambi conoscete ma avete assimilato diversamente.
E se avessi visto il film prima di aver letto il romanzo? Magari ti ci sei affezionato particolarmente e quando hai iniziato la lettura le voci e i volti dei personaggi erano già prestabiliti e hanno reso l’attività ancora più divertente. E come è possibile che, terminato il libro, anche se hai scoperto magari qualche dettaglio in più, il film continui a essere da te sempre apprezzato?

SIAMO LEGATI ALLE EMOZIONI CHE PROVIAMO

Insomma, la risposta è che ci leghiamo alla prima esperienza del racconto che ci ha regalato emozioni e a quest’ultime ci affezioniamo. Bisogna però tenere conto che siamo davanti a due strumenti di comunicazione molto differenti che coinvolgono i nostri sensi in modo diverso, veicolando, perciò, reazioni che non possono essere le medesime.
Il libro va assaporato lentamente, sfogliando le pagine, annusandole, tornando indietro a rileggere ogni volta che ci perdiamo o semplicemente abbiamo amato un passaggio; il film è dinamico, rapido, ci avvolge completamente avvalendosi anche della potenza del suono.
È giusto apprezzare quindi questi due mezzi per quello che ci offrono, recandoci al cinema o aprendo il libro consapevoli di stare affrontando la visione o la lettura di due prodotti unici e diversi, che ci doneranno sì qualche emozione, ma difficilmente la stessa, andando a coinvolgere anche i nostri sensi e l’immaginazione in modo ineguale.


Seguendo la nostra rubrica potrai provare a confrontare con noi, nel modo più possibile oggettivo, i prodotti letterari e la loro trasposizione cinematografica, cercando di valorizzare le particolarità e i punti di forza di entrambe le opere artistiche.

 

Giulia Procopio

6 pensieri su “Cinema e Letteratura. Una relazione complicata

  1. Gloria ha detto:

    Verissimo, ricordo quando andai a vedere ” L’uomo che sussurrava ai cavalli” romanzo scritto da Nicholas Evans, nella testa mi ero creata la mia storia, i miei personaggi e ne ero rimasta incatenata alla lettura tanto da divorarlo in poche ore. Il film interpretato da un affascinante Robert Redford invece mi deluse, lento, troppo paesaggistico e scontato.

    Piace a 1 persona

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